La Procrastinazione

A chiunque sarà capitato in alcuni momenti della vita o nei confronti di alcune situazioni di trovarsi come bloccati, privati della possibilità di iniziare o portare a termine qualche attività. C’è chi si ritrova a rimandare alcuni particolari compiti riguardanti un certo ambito della propria vita, ad esempio chi rimanda le pulizie della casa ma è perfettamente organizzato ed efficiente sul lavoro, e chi invece si trova in una situazione più generale di procrastinazione, nella quale questa diventa quasi uno stile di vita, una modalità per affrontare qualsiasi impegno o scadenza.

E’ chiaro che queste due situazioni sono ben diverse e diversi sono le conseguenze per le persone. Nel primo caso si potrà parlare di una sorta di pigrizia o di rifiuto di attività tutto sommato spiacevoli che comunque non creeranno grossi problemi alla persona se non qualche oggettivo disagio. Nel secondo caso invece si tratta di una forma di procrastinazione cronica che non può essere definita come “pigrizia” ma è un modo per evitare di confrontarsi con le proprie insicurezze, paure e limiti.

Diversi sono anche gli atteggiamenti e le valutazioni delle persone nei confronti della procrastinazione.

La ricerca ha infatti individuato due “stili” differenti di procrastinazione, uno definito Rilassato ed uno Preoccupato. Il procrastinatore rilassato è colui che evita le attività o incombenze ritenute noiose, rutinarie, mentre è particolarmente efficiente ed energico nei confronti di tutte quelle attività che lo appassionano. Il problema di questo tipo di procrastinatore è che tende a intraprendere molte attività con entusiasmo ma poi una volta venuto meno il fascino della novità tende a stancarsi e a non portare a termine l’obiettivo. Nei casi più estremi può rischiare di non trovare la sua strada nella vita perchè tende ad esempio a cambiare spesso percorso di studi oppure a saltare da una relazione all’altra senza impegnarsi mai veramente a fondo in nessuna di queste. ll procrastinatore preoccupato è invece colui che tende ad avere scarsa fiducia nelle proprie capacità, ha difficoltà a gestire lo stress ed è spesso attanagliato da una serie di paure e idee irrazionali che non gli consentono di agire.

Le motivazioni della procrastinazione

La procrastinazione ha alla base alcune caratteristiche psicologiche e cognitive  legate alla personalità e al modo di ragionare delle persone. Tra le più frequenti ritroviamo le seguenti:

Perfezionismo: la persona non si sente in grado di affrontare un compito o un problema se non riesce a farlo in maniera perfetta. Non si sente mai abbastanza pronta o sufficientemente sicura delle proprie capacità, conoscenze o competenze.

Paura dell’insuccesso: molte persone rimandano all’infinito le cose che vorrebbero fare per paura di fallire. Poichè questa è una possibilità insita in qualunque tipo di azione le persone si trovano bloccate davanti al conflitto ottenere ciò che voglio- fallire. Questa paura può a volte essere talmente forte da bloccare qualsiasi tipo di iniziativa basando tale comportamento sulla convinzione che “siccome sicuramente fallirò non vale nemmeno la pena di provarci…”

Paura del successo: può sembrare strano ma come esiste la paura dell’insuccesso esiste anche il suocontrario. Chi ha paura del successo può essere una persona che inconsciamente sente di non meritarselo e quindi vive una sorta di senso di colpa oppure può avere il timore che gli altri poi si aspettino sempre delle prestazioni di successo da lei e quindi vive queste aspettative con forte ansia e stress.

Ribellione: spesso ritroviamo questa variabile ad un livello inconscio, ad esempio come modalità di risposta  alle pressioni e aspettative altrui vissute come intollerabili. Se non riconosciuta può diventare un problema serio perla crescita della persona, la sua maturazione e lo sviluppo del proprio senso del dovere e dell’assunzione di responsabilità necessaria per condurre una vita adulta soddisfacente.

Quali svantaggi per chi procrastina?
Come abbiamo visto a seconda del tipo di procrastinazione messa in atto le conseguenze potranno essere le più disparate. Dai piccoli problemi nella gestione della vita quotidiana, del lavoro e delle relazioni, che comunque se sommati e ripetuti costantemente possono generare problemi sempre più importanti, a conseguenze estreme come l’incapacità di decidere del proprio futuro, di pianificare e gestire le necessarie attività della vita adulta.

Cosa posso fare per affrontare la procrastinazione?
E’ innanzi tutto importante sottolineare che prima di “buttarsi” alla ricerca di soluzioni pratiche è necessario interrogarsi su che tipo di procrastinatori siamo, in che aree della nostra vita tendiamo a rimandare e quali sono le più evidenti conseguenze. E’ chiaro che quanto più le motivazioni saranno inconsce tanto più la persona farà fatica ad individuarle e solo con l’aiuto di un esperto psicologo psicoterapeuta  potrà farle emergere e poi affrontarle.

Alcuni consigli generali che potrebbero aiutare chiunque si trovi in difficoltà possono essere i seguenti:

Boccare il pensiero ed iniziare ad agire: anzichè pianificarele attività senza mai iniziare illudendosi di esercitare un senso di controllo e di sicurezza, in realtà si alimenta solo l’insicurezza. Il vero e utile  feedback lo si avrà solo dopo aver iniziato a fare le cose!

Non ingrandire il problema: pensare ad un impegno invece che affrontarlo non fa altro che ingigantirlo.

Fare prima le cose difficili o spiacevoli: imparare a fare queste attività come prima cosa nella giornata. Affrontare le attività difficili per prime fa sentire bene con se stessi e renderà il resto della giornata più facile da affrontare.

Prendere una decisione e agire: solo le azioni pratiche sono in grado di aumentare realmente l’autostima e di dare un giusto feddback sulle proprie capacità o sulle eventuali difficoltà. Ogni volta che si agisce si manda un segnale positivo a se stesso che servirà ad incrementare positivamente l’autostima.

Affrontare le paure: nella vita reale esistono il rischio di sbagliare, di fare brutta figura , di fallire, di soffrire. Tenersi al riparo da tutti questi rischi non consentirà comunque di vivere una vita felice e soddisfacente e bloccando l’azione impedirà anche di far bene, di ottenere successi e gratificazioni, di essere felice.

Allentare lo stress: se ci si riflette bene la maggior parte dello stress accumulato durante la giornata è costituito dal pensare a questioni aperte ed irrisolte. E’ come se in ogni momento le nostre energie fossero impegnate a tentare di risolvere inutilmente alcuni nostri problemi. Terminare le attività noiose e problematiche consentirà di liberare energie utili per altri e magari più interessanti compiti ed aiuterà notevolmente a ridurre lo stress.

Cercare di cambiare una cosa per volta: è già importante concentrarsi su un piccolo obiettivo anche modesto ed allenarsi su questo prima di pensare di cambiare tante cose che riteniamo non vadano nella nostra vita.

Agire anche se non si è dell’ “umore giusto”: fare quello che si deve fare anche se non si ha voglia, altrimenti si rimane incastrati in un circolo vizioso senza fine.

Combattere il pensiero “Non ce la farò mai!”: È importante non dare spazio a questo tipo di pensiero negativo e possibilmente ripetersi invece affermazioni positive, più realistiche e concrete.

Se il problema della procrastinazione risulta essere molto esteso e ricadere su decisioni importanti perché non si è ancora capito bene “chi sono e cosa voglio dalla vita” e per questo non si riescono a prendere importanti decisioni relative allo studio, alla scelta lavorativa, alla creazione di legami affettivi stabili, potrebbe essere utile approfondire attraverso una terapia psicologica le motivazioni di tale blocco e sciogliere quelle difficoltà che non consentono di andare avanti con la propria vita.

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