• VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA

    La valutazione psicodiagnostica consiste nella valutazione di aspetti e processi della personalità, degli atteggiamenti e delle modalità relazionali,  del livello e della tipologia di competenze cognitive ed emotive e  della loro relativa gestione. La valutazione delle difficoltà e del malessere del paziente si realizza per mezzo di una serie di colloqui anamnestici e clinici finalizzati alla conoscenza della storia di vita del paziente, all’analisi delle sue principali dinamiche relazionali, al ricavare informazioni utili e essenziali sulle sue attitudini, le sue credenze, i suoi valori,le sue ambizioni, la sua personalità . La valutazione psicodiagnostica viene effettuata anche attraverso la somministrazione di test psicologici allo scopo di valutare aspetti del funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale della persona. Le informazioni tratte dall’elaborazione dei test somministrati e quelle ricavate dai colloqui clinici permettono di pervenire ad una valutazione complessiva dell’organizzazione della personalità e del funzionamento globale del soggetto, nonchè all’individuazione delle principali aree disfunzionali sulle quali impostare un lavoro psicoterapeutico o di sostegno psicologico.I principali test utilizzati a tal fine sono: Test di Wartegg Reattivo di Disegno, Matrici di Raven PM 38, CBA (Cognitive Behavioural Assessment),BDI ( Beck Depression Inventory), STAXI ( State Trait Anger Expression Inventory),  PSWQ (Penn State Worry Questionnaire), ACQ (Anxious Control Questionnaire, STAI (State Trait Anxious Inventory), SCID I, SCID II e MMPI-2.

  • PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

    Deve essere praticata da uno Psicologo o Medico che abbia conseguito una Specializzazione quadriennale in Psicoterapia, iscritto all’albo degli Psicoterpeuti e che abbia svolto un adeguato percorso di formazione pratica. Viene attuata all’interno di una cornice teorica di riferimento precisa e presuppone l’utilizzo di tecniche specifiche volte ad un cambiamento profondo della persona, che rigaurda non solo la risoluzione di problematiche contingenti ma coinvolge aspetti più profondi legati alla struttura di personalità. In particolare attraverso la relazione terapeutica che si stabilisce tra paziente e terapeuta, la persona è in grado di mettere in discussione modalità relazionali disfunzionali e sperimentarne di  nuove più adattive. Ha inoltre la possibilità di analizzare, discutere e modificare le proprie convinzioni e credenze disfunzionali su di Sè, sul mondo e sugli altri, spesso alla base della sintomatologia manifestata o dalle difficoltà relazionali riferite. La durata temporale della terapia dipende dal livello di sofferenza manifestato dal paziente e di conseguenza dagli obiettivi terapeutici concordati in fase di contratto, ma solitamente è maggiore rispetto all’intervento di sostegno psicologico.

  • SOSTEGNO PSICOLOGICO

    I colloqui di sostegno psicologico individuale sono indicati nei casi in cui la persona si trova a vivere situazioni di disagio psicologico di diversa natura (stress, ansia, depressione, fobie, attacchi di panico) legati a particolari situazioni che possono verificarsi durante il corso della vita (lutto, matrimonio, divorzio, problemi lavorativi, malattie) o difficoltà nella gestione delle proprie relazioni interpersonali (amici, lavoro, famiglia) che condizionano il proprio benessere psicofisico. Con l’ausilio dei colloqui di sostegno psicologico è possibile analizzare la difficoltà che la persona si trova a fronteggiare, precisare gli obiettivi raggiungibili e pianificare l’intervento psicologico più adatto per mezzo di un lavoro particolareggiato e specifico. ll sostegno psicologico rappresenta un supporto essenziale nei momenti di disagio esistenziale ed emotivo connesso a situazioni critiche della vita ed efficace strumento di cura in stati di difficoltà relazionale e affettiva. Fornisce uno spazio di ascolto accogliente e non giudicante che consente di elaborare le  emozioni e la sofferenza percepita. L’intervento ha inoltre lo scopo di promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle capacità e delle risorse individuali, di agevolare le abilità decisionali della persona per accrescere la consapevolezza di sè e del proprio ruolo nella gestione delle diverse difficoltà della vita quotidiana di carattere personale, familiare, lavorativo e per lo sviluppo di stategie più efficaci e funzionali di fronteggiamento delle difficoltà presenti e future. E’ solitamente un intervento di breve durata.

  • MOBBING: CONSULENZA TECNICA

    Sempre più frequentemente le persone si trovano ad affrontare situazioni lavorative particolarmente stressanti e fonte di disagio fisico e psichico. Se di solito è semplice individuare i segnali di disturbo e sofferenza (disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ansia, tristezza ecc) non è altrettanto semplice connetterli alla situazione lavorativa, o comunque stabilire quanto quello che ci sta succedendo sia dovuto ad una nostra difficoltà di far fronte alla situazione oppure ad una  situazione mobbizzante. Lo studio fornisce una consulenza preliminare volta a stabilire la presenza di una sintomatologia o patologia stress lavoro correlata ed escludere ulteriori cause per il malessere manifestato, oltre  alla verifica della presenza di situazioni che rientrano nelle categorie individuate per definire il mobbing, affinchè la persona abbia la possibilità di fare chiarezza sulla propria situazione e valutare sia la possibilità di portare avanti una causa legale, sia di intraprendere un percorso di sostegno psicologico per affronatre le proprie difficoltà. Inoltre nel caso in cui sussistano gli elementi per intraprendere una causa legale per mobbing, si può richiedere allo Studio una Perizia Tecnica di Parte (CTP) per la valutazione del danno psicologico/biologico. La perizia viene svolta attraverso: - la somministrazione di una batteria di test per la valutazione diagnostica della persona - la somministrazione del questionario per la rilevazione del fenomeno mobbing - la conduzione di colloqui clinici approfonditi volti a stabilire il nesso causale tra le condizioni di costrittività organizzativa e/o  le vessazioni subite e lo sviluppo della sintomatologia o patologia. A tal fine è utile che la persona fornisca qualsiasi documentazione comprovante quanto avvenuto sul lavoro e documentazione clinica eventualmente prodotta in precedenza da altri specialisti. Viene infine restituita una relazione particolareggiata nella quale vengono indicate la diagnosi e la descrizione dettagliata del quadro sintomatologico presentato dalla persona, una descrizione degli eventi che rientrano nella classe della azioni mobbizzanti, riferiti dalla persona stessa, e la relazione causale e temporale tra tali azioni e lo sviluppo dei sintomi.Qualora richiesto, in base ai risultati emersi dalla valutazione diagnostica e dall’analisi complessiva del caso, si calcola inoltre la percentuale di danno biologico rilevato.

  • VALUTAZIONI PSICOLOGICO-FORENSI

    Qualora la persona si trovi ad affrontare una causa legale relativa al riconoscimento di un danno non patrimoniale dovrà presentare tutti gli elementi necessari e utili alla valutazione del danno, tra cui l’accertamento psicologico-forense. Spesso  lo stesso giudice potrà richiedere o utilizzare la consulenza psicologica-forense considerandola, a seconda delle circostanze, un vero e proprio accertamento o una prova documentale. Lo studio attraverso tale valutazione accerterà le conseguenze di ordine psicopatologico (danno biologico di natura psichica) dovute al fatto traumatico. Anche in assenza di una vera e propria piscopatologia potrà fornire indicazioni e valutazioni rispetto alla compromissione della personalità individuale, dell’assetto psicologico e del suo adattamento, ossia definire ogni altra conseguenza a carattere esistenziale non accertabile in termini medico-legali. Le valutazioni psicologico-forensi vengono effettuate attraverso  la somministrazione di una batteria di test per la valutazione diagnostica della persona e la conduzione di colloqui clinici approfonditi volti a stabilire il nesso causale tra l’evento e la patologia manifestata.

  • COUNSELLING & COACHING

    La vita quotidiana con le sue normali difficoltà nei vari settori quali il lavoro, la famiglia, le relazioni sentimentali, le amicizie, ci mette a volte di fronte ad alcuni interrogativi:

    • Stiamo prendendo la giusta decisione?
    • Stiamo facendo la cosa giusta?
    • La stiamo facendo nel modo giusto?
    • Perché ci sentiamo stanchi, affaticati, demotivati, rispetto ad attività un tempo gratificanti o fonte di soddisfazione
    • Cosa potremmo fare per migliorare il nostro benessere? Le nostre prestazioni? Le nostre relazioni?

    Spesso è facile trovare la risposta al nostro disagio, ad esempio possiamo trovarci semplicemente in un momento nel quale le richieste che ci pervengono dall’ambiente esterno sono eccessive rispetto alle nostre energie o alla nostre risorse attuali. Non si tratta di una condizione patologica, ma di una situazione “normale” e fisiologica di stress che può capitare a chiunque, ma che crea malessere o preoccupazione in chi la vive.

    Il nostro corpo arriva a segnalarci con disturbi fisici o emozioni negative il suo stato di disagio per indicarci che è arrivato il momento di attuare qualche cambiamento per riportare la situazione generale del nostro organismo ad un livello equilibrato di benessere.

    Sono diverse le contro misure possibili da adottare a seconda della problematica con la quale ci confrontiamo. Può trattarsi di un problema sul lavoro, di una difficoltà familiare dovuta alla crescita dei figli, di un problema di coppia, di una difficoltà ad avere relazioni stabili e significative, di un problema nella gestione della propria rabbia in alcune occasioni, della difficoltà di esprimere i nostri sentimenti e desideri piuttosto che assecondare gli altri intorno a noi…..

    Nella maggioranza dei casi infatti non soffriamo di una patologia o di un complesso problema psicologico ma semplicemente non riusciamo più a soddisfare le richieste che in precedenza ci risultavano più semplici. Oppure semplicemente le richieste nei nostri confronti sono aumentate e quindi abbiamo bisogno di sviluppare o allenare capacità fino ad oggi poco considerate.

    Quello che possiamo fare è allora imparare delle tecniche per gestire in maniera mirata la problematica in questione e fare in modo che in futuro non ci crei ulteriori difficoltà.

    Il counselling è una servizio professionale mirato a sostenere e orientare l’utente in un momento di difficoltà o di empasse. A differenza della psicoterapia, il counselling ha una durata molto limitata nel tempo ed è finalizzato a “risolvere” un problema circoscritto (prendere una decisione, migliorare una relazione) promuovendo le risorse che l’utente ha dentro di sé e potenziando le capacità che egli possiede.

    Il counselling non è finalizzando ad un cambiamento “strutturale” della personalità o alla risoluzione di un sintomo psicopatologico ma rappresenta un momento di confronto con un esperto in merito ad una problematica precisa. Il counselor può mettere a fuoco le opzioni di cui l’utente dispone e aiutarlo a seguire quella che sceglierà.

    Il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento.

    Lo scopo fondamentale è l’autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere.

    Il coaching è la pratica di supportare un individuo a raggiungere un determinato obiettivo personale o professionale. Il coaching nasce e si sviluppa dallo sport per poi estendersi a diversi ambiti quali il lavoro, la vita di coppia, la vita familiare, tanto che oggi si parla di differenti tipi di coaching quali, ad esempio, l’executive coaching e il life coaching.

    La metafora sportiva è quella che meglio riesce a spiegare la pratica del coaching. Esattamente come un trainer o un allenatore, il coach aiuta il coachee a identificare i suoi obiettivi, perseguirli attraverso l’allenamento e attraverso la gestione di tutte quelle variabili che gli impediscono di raggiungerli pienamente.

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