Nella mente di un narcisista

Gli dei lo condannarono a una vita senza amore. Lui si innamorò del proprio riflesso in uno specchio d’acqua e morì solo. Proprio come Narciso, i narcisisti “amano” la propria immagine riflessa negli occhi degli altri. È un comune malinteso che i narcisisti amino se stessi. In realtà non amano immensamente se stessi. La loro auto-adulazione, perfezionismo e arroganza sono solo coperture per il disprezzo di sé che non ammettono, di solito nemmeno a se stessi ma che è proiettato verso l’esterno e si trasforma in disprezzo e critica nei confronti degli altri. I Narcisisti hanno troppa paura di guardarsi dentro perché credono che la verità che troverebbero sarebbe devastante. Emotivamente, sono morti dentro e hanno fame di essere “riempiti” e apprezzati da altri. Purtroppo, non sono in grado di apprezzare l’amore che ottengono nè coloro che glielo lo danno.

Quando pensiamo ai narcisisti, di solito immaginiamo persone con un ego grande e gonfio, persone prepotenti e arroganti che vogliono sempre avere ragione.

Per ricevere una diagnosi di Disturbo Narcisistico di Personalità (NPD), la persona deve mostrare grandiosità (anche se solo nella sua fantasia) e mancanza di empatia, come mostrato da almeno 5 dei seguenti tratti:

1. Ha un senso grandioso di importanza e ingigantisce risultati e talenti.
2. Sogna di avere potere illimitato, successo, bellezza o amore ideale.
3. Crede di essere speciale e unico, e può essere compreso solo da altre persone speciali.
4. Richiede un’ammirazione eccessiva.
5. Si aspetta irragionevolmente un trattamento speciale e il rispetto assoluto dei suoi desideri.
6. Sfrutta gli altri per raggiungere i suoi scopi personali.
7. Manca di empatia verso i sentimenti e i bisogni degli altri.
8. Invidia gli altri o crede di essere invidiato.
9. Ha comportamenti arroganti.

Oltre al “Narcisista Esibizionista” descritto sopra, James Masterson identificò un sottotipo con una percezione di se come inadeguato, un senso di depressione e vuoto interiore. I pazienti che appartengono a questo sottotipo sono anche noti come Narcisisti “covert”. Possono sembrare timidi, umili o ansiosi, perché il loro investimento emotivo è nell’altro idealizzato, che è indirettamente gratificante (Masterson, 2004). I narcisisti “maligni”, al contrario, fanno parte di un altro sottotipo che manifesta comportamenti anti-sociali e ostili. Possono essere crudeli e vendicativi quando si sentono minacciati o non ottengono ciò che vogliono

È difficile entrare in empatia con i narcisisti, ma, in fondo, nessun narcisista ha scelto di essere così. Il suo sviluppo naturale è stato reso difficile da genitori non adeguati, di solito da parte di una madre che non ha fornito sufficienti cure o che non è riuscita a entrare in relazione con lui. Alcuni credono che la causa risieda nell’estrema vicinanza con una madre indulgente, mentre altri la attribuiscono alla durezza o al criticismo dei genitori. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, studi su gemelli omozigoti hanno rivelato una correlazione del 64% di comportamenti tipici dei narcisistici, suggerendo che il disturbo abbia una componente genetica. (Livesley, Jang, Jackson, & Vernon, 1993).

Lo psicoanalista Heinz Kohut osservò che i suoi pazienti narcisistici soffrivano di profonda alienazione, vuoto, impotenza e mancanza di significato. Sotto una facciata narcisistica, mancavano strutture interne sufficienti a mantenere coesione, stabilità e un’immagine positiva di sé per fornire un’identità stabile.

I narcisisti sono incerti sui confini tra loro e gli altri e vacillano tra stati dissociativi in cui domina in senso di inferiorità e stati in cui prevale la grandiosità. L’io diviso dalla vergogna è costituito dal sé grandioso che agisce con superiorità e dal sé inferiore che si sente svalutato. Quando il sé svalutato prevale, la vergogna si manifesta idealizzando gli altri. Quando il sé grandioso prevale, esso si allinea con il critico interiore e svaluta gli altri attraverso la proiezione. Sia la svalutazione che l’idealizzazione sono commisurate alla gravità della vergogna e alla depressione associata (Lancer, 2014).
Arroganza e disprezzo, invidia, ritiro, negazione e repressione (inconscio), aggressività e rabbia, proiezione (incolpare o accusare altri dei propri difetti o azioni), autocommiserazione ed evitamento (ad esempio comportamenti di dipendenza) sono comuni nei pazienti narcisisti (Lancer, 2014). I narcisisti si difendono anche dalla vergogna e dalla frammentazione sentendosi speciali attraverso l’idealizzazione o l’identificazione con persone speciali o importanti.

A casa, i narcisisti sono totalmente diversi dal loro personaggio pubblico. Possono privatamente denigrare le persona che frequentano. Dal partner si aspettano che li apprezzi e li consideri speciali. Le relazioni ruotano attorno a loro e vivono il partner come estensione di se stessi.

Molti narcisisti sono perfezionisti. Nulla di ciò che fanno gli altri è giusto o apprezzabile. Un narcisista si aspetta che il suo partner soddisfi i suoi bisogni sempre – e quando questo non accade diventa aggressivo e si allontana. Che il partner sia in difficoltà o soffra è irrilevante. I narcisisti non amano sentirsi dire “No” e spesso si aspettano che gli altri conoscano i loro bisogni senza doverli manifestare. Manipolano per ottenere che le cose avvengano come secondo loro è giusto e puniscono o fanno sentire i partner colpevoli per averli rifiutati.

I partner devono adattarsi al mondo freddo dei narcisisti e abituarsi a vivere con addosso la sensazione di essere emotivamente soli. Presto iniziano a dubitare di se stessi, perdono fiducia e autostima. Comunicare la loro delusione viene percepito dal narcisista in maniera distorta come un attacco mortale o una pesante critica. Il narcisista tipicamente rifiuta le critiche e non si mette mai in discussione. I partner, tuttavia, rimangono, perché periodicamente il narcisista, soprattutto quando si sente minacciato di una rottura imminente, sfodera il fascino, il carisma e i gesti che li hanno incantati. Quando due narcisisti si avvicinano litigano per i loro bisogni prima di tutto, si incolpano a vicenda e si allontanano, eppure sono infelici e bisognosi l’uno dell’altra.

Spesso in queste relazioni, i narcisisti sono coloro che prendono le distanze quando il partner cerca qualcosa di più del sesso. Avvicinarsi emotivamente per un narcisista significa rinunciare al potere e al controllo. Il pensiero di essere dipendenti per lui è aberrante. Non solo limita le sue opzioni e lo fa sentire debole, ma lo espone anche al rifiuto e ai sentimenti di vergogna(Lancer, 2014). I loro partner ansiosi li inseguono, riplicando inconsciamente il probabile abbandono emotivo vissuto nel loro lontano passato. Sotto la superficie, entrambi il narcisista e il suo partner si sentono non amabili.

Amare un narcicista può essere un’esperienza emotivamente devastante. Per questo è bene essere accorti e prudenti nella fase iniziale della relazione e valutare se questo genere di esperienza è davvero quello che vogliamo per noi.

Bibliografia
Lancer, D. (2014). Conquering Shame and Codependency: 8 Steps to Freeing the True You. (link is external)Minnesota: Hazelden Foundation.
Livesley, W. J., Jang, K. L., Jackson, D. N., & Vernon, P. A. (1993 December). “Genetic and environmental contributions to dimensions of personality disorder.” The American Journal of Psychiatry 150 (12) , pp. 1826-31.
Masterson, J. F. (2004). A Therapist’s Guide to the Personality Disorders: The Masterson Approach: A Handbook and Workbook. Phoenix, Az.: Zeig, Tucker, & Theisen, Inc.

 

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