Perfezione fisica e tecnologia

Nel campo della pubblicità il foto ritocco viene utilizzato per rendere più desiderabili i prodotti promossi, facendo leva sulle emozioni, i desideri e i bisogni delle persone. La bellezza fisica dei modelli diviene facilmente sinonimo di ricchezza, successo, affermazione sociale. Questo meccanismo ha grande influenza nell’incrementare le vendite.
L’effetto negativo indiretto di questa pratica è però quello di creare falsi modelli di perfezione fisica ai quali milioni di persone si ispirano e cercano di assomigliare ogni giorno.
Nell’epoca dei social la necessità di apparire attraenti fisicamente sta via via crescendo e sfortunatamente non esclusivamente per fini commerciali.

Sempre più persone infatti cercano di costruire una immagine di sé desiderabile secondo i canoni di bellezza della società contemporanea per mantenere una propria autostima ed ottenere approvazione e consenso esterno.
Tale necessità non è sfuggita a chi tenta di rispondere, sempre attraverso la tecnologia, a tali bisogni.
La possibilità di modificare le proprie foto, in particolare i propri selfie, è oggi alla portata di tutti, grazie all’esistenza di app che con pochi click consentono di ottenere occhi più grandi, nasi più piccoli, zigomi più marcati, denti più bianchi…

Lo strumento è di per sé innocuo così come l’obiettivo. Che male c’è infatti nel migliorarsi, nell’apparire più attraenti e desiderabili agli occhi degli altri? Non sono forse bisogni fondamentali degli esseri umani l’essere apprezzati, accettati e di conseguenza amati dai propri simili?
Assolutamente si, questi bisogni non si discutono. Ma la loro soddisfazione non dipende necessariamente ed esclusivamente dal proprio aspetto fisico. La nostra immagine corporea è solo uno degli aspetti che ci caratterizza come essere umani, non può essere ridotta ad unico elemento di valutazione e sottoposta a rigido giudizio.

Quali sono i rischi?

Se ciò che si mostra nei social non corrisponde alla propria immagine reale, significa che non ci si sente abbastanza adeguati, che si possiede quindi un giudizio negativo su se stessi.
Se gli altri apprezzano un’immagine che non è reale, confermano la presunta inadeguatezza e la necessità di continuare a creare una distanza tra chi si è realmente e come si vuole apparire agli altri, peggiorando nel tempo l’autostima.
Essendo questo possibile solamente in un mondo virtuale, il secondo pericolo collegato a questa tendenza è quello di spingere le persone a ridurre le proprie interazioni con gli altri esclusivamente sui social e non di persona, poiché a quel punto ci si dovrebbe mostrare per come si è realmente. In casi estremi questo comportamento può sfociare in isolamento sociale e depressione.

In altri casi, le persone pensano sia necessario modificare realmente il proprio aspetto fisico e per questo ricorrono ad interventi di chirurgia plastica, spesso senza una reale riflessione sulle motivazioni personali e psicologiche dietro questa scelta, senza comprendere appieno le conseguenze di tale cambiamento.

Avere la possibilità di distorcere la propria immagine e trasformarla in qualcosa che appartiene ad un ideale personale, verosimilmente indotto dalla cultura nella quale si vive e dalle pressioni sociali alle quali si è sottoposti, sembra legittimare la correttezza di tale condizionamento.

Come sempre, le conseguenze dell’utilizzo di questo tipo di tecnologia dipendono da chi ne fa uso, dai suoi obiettivi e dalla sua capacità critica.

Pensiamo ad esempio agli adolescenti, che si trovano in una fase di vita in cui faticosamente costruiscono una propria identità e sono fortemente influenzati dall’opinione e dal giudizio altrui. Oppure a persone che hanno vissuto esperienze di bullismo, persone con una scarsa autostima causata da esperienze di vita negative, che faticano ad avere relazioni affettive stabili e rassicuranti.
Attraverso questi strumenti, spesso con la convinzione di affrontare le proprie difficoltà, possono al contrario accrescere il proprio malessere fino a sviluppare vere e proprie patologie o reazioni altamente disfunzionali.

Cosa fare?

Alcune considerazioni possono aiutare le persone ad utilizzare la tecnologia in maniera non distruttiva.
– E’ importante mantenere sempre un atteggiamento critico rispetto agli strumenti che la tecnologia propone e alla loro reale utilità.
– Valutare attentamente quali sono le motivazioni personali che spingono all’utilizzo di tali strumenti e quali aspettative si hanno nei loro confronti.
– Valutare quali necessità e bisogni personali si tenta di soddisfare.
– Valutare come ci si sente, quali sono le emozioni mentre si utilizzano questi strumenti.
– Valutare delle alternative. E’ possibile raggiungere gli stessi obiettivi, soddisfare gli stessi bisogni attraverso altre modalità?

Qualora non si riesca da soli ad effettuare questo tipo di valutazioni e ci si trovi a vivere dolorosamente le relazioni o il rapporto con se stessi e/o con la propria immagine corporea ,è utile chiedere aiuto ad un professionista in modo da sviluppare strumenti personali alternativi e funzionali alla gestione delle difficoltà e al miglioramento dell’autostima.

 

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